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Habito – la ricerca per il futuro dell’abitare

elba - le sughere

HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare ritiene che flessibilità, risparmio energetico e qualità dell’abitare siano i tre elementi che, nel panorama residenziale contemporaneo, debbano poter guidare gli indirizzi progettuali degli operatori del settore e le attività delle istituzioni che sono chiamate ad affrontare il tema dell’edilizia del presente e del futuro. HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare propone quindi una revisione dell’apparato normativo vigente in materia edilizia: l’obiettivo è quello di favorire la creazione di soluzioni abitative innovative, non solo di alta qualità ma anche realizzabili in tempi rapidi ed a costi contenuti, affini alle richieste della società contemporanea, di agevolare l’iter di realizzazione e approvazione del progetto e chiarire le relative competenze, e di agevolare il rilancio economico del settore.In Italia l’insieme delle regole edilizie, frutto di una impostazione normativa vecchia e basata sulla standardizzazione dei modelli tipologici, continua ad ingessare l’attività di progettazione. Questa condizione frena l’introduzione di innovazioni tecniche e architettoniche, contribuisce a tenere alti i costi di costruzione e di gestione degli immobili e impedisce la sperimentazione di soluzioni alternative, ad oggi già diffuse in altri paesi europei, che pur risultano idonee a coniugare la qualità dell’abitare con l’esigenza di risparmio energetico. L’attuale crisi economica ha reso più impellente il cambio di rotta rispetto al passato, favorendo non solo una considerevole mutazione della domanda abitativa, ma ponendo anche l’accento sul problema del recupero del considerevole patrimonio edilizio esistente.

HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare procede quindi con l’analisi di progetti edilizi concreti, per giungere poi ad una rilettura critica delle disposizioni normative che oggi impediscono la realizzazione di quelle soluzioni abitative che all’estero rappresentano addirittura delle best practice.

 

Perché in Italia non si realizzano residenze innovative?

NORMATIVA

In Italia il passaggio dalla fase di ideazione e progettazione a quello di realizzazione, è attualmente rallentato e ostacolato da una serie di procedure stratificate e da vincoli obsoleti, che negli anni hanno ridotto il ruolo del progettista a quello di un mero interprete delle disposizioni normative.
HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare ri­tiene indispensabile una ripartizione delle competenze tra gli Enti territoriali competenti in materia edilizia (che  spesso si trovano a normare gli stessi ambiti progettuali, causando una stratificazione di normative discordanti), e una revisione delle normative a scala comunale: in Lombardia ci sono 1544 regolamenti comunali, che differiscono in modo sostanziale.

Perché la normativa non contempla le innovazioni tecnologiche?

ENERGIA

Le normative energetiche rivestono un ruolo preponderante nell’orientare gli sviluppi futuri dell’edilizia, e la maggiore voce di spesa è rappresentata, attualmente, dai costi di gestione dei manufatti edilizi, e quindi dal fabbisogno energetico degli stessi.L’Europa si è posta importanti obiettivi energetici per il prossimo decennio, e HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare ri­tiene che l’Italia non possa prescindere dall’attuare politiche che coin­volgano il sistema edilizio, con riferimento tanto alla realizzazione di nuove costru­zioni energeticamente virtuose, quanto al miglior adeguamento di quelle esistenti. Inoltre, a Milano i vigenti regolamenti comunali, edilizi e di igiene, risultano ancora di natura prescrittiva e non prestazionale, e quindi non flessibili nel concedere il raggiungimento di determinati obiettivi in modalità differenti.

Perché non unificarsi agli standard europei?

EUROPA

I dimensionamenti normativi degli spazi degli alloggi, e dei rapporti tra di essi, sono oggi ancora vincolati a esigenze igieniche di inizio 900.HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare, attraverso l’analisi delle best practices europee, individua una serie di parametri e accorgimenti che potrebbero riportare le soluzioni abitative italiane al livello di qualità e flessibilità di quelli stranieri (quali la riduzione delle metrature minime di alcuni ambienti degli alloggi, l’aumento dell’estensione della zona giorno rispetto alla zona notte, la realizzazione di servizi igienici ciechi, la maggior flessibilità nella progettazione dei collegamenti verticali).

Perché non potremmo più vivere nella Torre Velasca?

PATRIMONIO ESISTENTE

L’attuale normativa edilizia non permetterebbe di realizzare, per esempio, gli alloggi presenti nella Torre Velasca di Milano (1958), in quanto difformi dalle indicazioni igienico-sanitarie dei Regolamenti comunali. Stesso destino anche per le coeve case a ville sovrapposte di Ignazio Gardella (a pianta libera) ed altri innumerevoli esempi di eccellenze architettoniche del 900.HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare intende revisionare la normativa edilizia riguardante l’intervento sul patrimonio esistente per renderla più flessibile (per esempio concedere delle deroghe sulle metrature minime degli ambienti in caso di modifiche della distribuzione).

Come intervenire sul sistema edilizio esistente?

RICERCA

Per approfondire potete consultare il sito http://www.habitoricerca.it HABITO – La ricerca per il futuro dell’abitare ha assunto come modello di riferimento il caso di Milano e la sua normativa edilizia, ed è strutturata in due parti:–        una analitica, composta da una rilettura del quadro normativo vigente in materia edilizia ed energetica, da un’indagine sulla situazione della domanda abitativa in Italia e in particolare a Milano e dall’individuazione di casi studio internazionali virtuosi;-        una propositiva, volta ad individuare le modifiche da apportare all’apparato normativo, i nuovi parametri per la valutazione della qualità dell’abitare nonché a fornire una serie di informazioni inerenti all’impatto economico che queste proposte potrebbero avere in termini di risparmio sia sul processo di costruzione, sia di gestione degli alloggi. 
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Questa voce è stata pubblicata il novembre 16, 2013 da in Varie con tag , .

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